Su di me

Una linea da tracciare tra il visibile e l’invisibile.

Sono una ricercatrice.

Quando l’uomo è sbarcato sulla luna (grazie alle splendide immagini di Stanley Koubrick) avevo 10 anni.

Da quando mi ricordo ho sempre percepito, sentito e indagato la realtà visibile restando molto più affascinata da quella invisibile.

Ho studiato a Bologna nei primi anni 80. Mi sono laureata in Lingue con il Prof. Guido Fink, un grande narratore, studioso di letteratura e cinema Americano. Con lui si viaggiava attraverso mondi disegnati dalle parole dei romanzi, paesaggi sfumati dai colori della psiche, personaggi di Hollywood.

Le sue lezioni in Aula Magna per molti studenti, anche di altre facoltà, erano un vero spettacolo.

Caro Guido Fink. Che grande maestro sei stato per me!

Ho tanto apprezzato le tue lezioni al punto di sentire il bisogno di provare ad esprimermi anche io con immagini e musica. E che musica … Erano gli anni dei Clash e dei Talking Heads. L’entusiasmo era incontenibile.

La mia prima telecamera registrava su supporto VHS!

I particolari più piccoli, quasi invisibili, quelli più nascosti li facevo diventare protagonisti di una nuova narrazione. Il bisogno di scoprire con nuovi occhi e contemporaneamente di esprimere, o imprimere memoria di nuovi sguardi su un supporto tecnologico, era diventato il mio tramite con l’invisibile.

Così sono passata al formato di supporto video più professionale, 3/4 di pollice. Poi ho cambiato linguaggi espressivi, sperimentando dalla video art ai video clip, fino ad approdare all’allora, per me sconosciuto, mondo della natura, il paesaggio, gli alberi, le piante. Un’altra vera, meravigliosa scoperta!

La mia, nostra guida, nonché presentatore della trasmissione, Alberto Magnani, ci spiegava, di volta in volta, gli aspetti affascinanti di un mondo magico e segreto, tutto da conoscere e divulgare, con l’ausilio delle nuove forme di coltivazione biologica ed integrata.

Sono rimasta in questo grandioso universo per 21 anni, realizzando documentari che sono andati in onda tutto l’anno, tutte le settimane, tutti i giorni, su tutti i canali delle tv locali.

Quasi una soap opera.

È il 1988.

Partecipo ad un conferenza sullo Zen.

Saltano tutti i punti di riferimento. La prospettiva è cambiata ma il soggetto non è a fuoco. Non capisco una parola!
Ci vorrà molto tempo prima di orientarmi nello Zen.

Il Dharma è costituito dagli antichi insegnamenti del Buddha, tradotti in miriadi di lingue e tramandati fino a noi.

Inizio un nuovo tipo di studio che ricomincia dal mondo fisico: il corpo, la postura di Zazen, il rito, la vita comunitaria, le regole di convivenza monastica.

Il maestro zen Fausto Taiten Guareschi mi introduce in questa nuova dimensione e rinasco, in questa vita, una seconda volta.

Allo scoccare dei 50 anni incontro Nia.

Nia è una disciplina fantastica: mi permette di ritrovare l’entusiasmo per la musica, il ritmo e il silenzio.

È un “io” che si rinnova?

Corpo, Emozioni, Mente e Spirito. Il mio corpo nello spazio realizza nuova consapevolezza.

La gioia si espande e diventa “noi”, la comunità di Nia.

Questa volta non ci sono mezzi elettronici né consolle di editing, ci siamo noi, live, in condivisione, con nuovi amici.

Nia ci fa esprimere bellezza, leggerezza. Il linguaggio di Nia è semplice e allo stesso tempo profondo, vitale, nutriente, creativo.

Una delle principali componenti di Nia è la fusione tra discipline occidentali e tradizioni orientali.

Qigong e Hua Gong

La linea tra visibile ed invisibile diventa ancora più sottile e sfumata, come una pennellata d’acquarello assorbita dal foglio di carta.

L’incontro con il maestro cinese Zhixing Wang mi permette di accedere a quest’arte, silenziosa, paziente, da frequentare con costanza, quasi in segreto.

La delicatezza dell’insegnamento, che risulta trasformativo in modo profondo, efficace, mi conquista poco alla volta, con piccole intuizioni, sensazioni corporee, passaggi di informazioni come coincidenze chiare e puntuali.

Hua Gong diventa una medicina per il corpo e la mente e si integra perfettamente con la meditazione; non esistono confini se non nella nostra mente.

“Qi” è un termine cinese che traduce “Energia”. L’energia prima della nostra nascita, l’energia che ci anima, che sentiamo essere-noi, quando facciamo silenzio e ci mettiamo in ascolto, in contatto.